E’ in discussione in questi giorni in Parlamento la riforma del sistema giustizia nell’ambito del Recovery Plan predisposto dal Governo.

L’avv. Elena Olivetti, con l’associazione Arbitrando, di cui è presidente, sta partecipando ad importanti iniziative a livello istituzionale: Arbitrando infatti ha presentato all’adunanza della Commissione Giustizia del Parlamento tenutasi il 9 marzo 2021 un documento programmatico di sintesi contenente proposte di riforma della normativa vigente in tema di arbitrato, con focus sull’ampliamento delle materie arbitrabili, sulla concessione agli arbitri del potere di emettere provvedimenti cautelari, sull’abrogazione dei limiti all’arbitrato con i consumatori e nei rapporti di lavoro, stabilendo adeguate garanzie, sull’arbitrabilità delle controversie in tema di diritto di famiglia e su un ampliamento dell’arbitrato societario  (vedi link al sito di Arbitrando dove è pubblicato il documento)

Il disegno di legge delega presentato dal Governo al Senato nel gennaio 2020 (“Delega al Governo per l’efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie - Atto Senato n. 1662 del 9.1.202”), pur proponendo alcuni provvedimenti condivisibili, non affronta in concreto molti dei profondi problemi del funzionamento del sistema giustizia, concentrando le proposte su modifiche chirurgiche di norme del codice di rito, senza tuttavia un ripensamento più ampio del sistema giustizia e dell’impatto  sull’economia che ne deriva.

Per quanto riguarda la revisione della disciplina degli strumenti di ADR, le soluzioni proposte dal disegno di legge appaiono inadeguate e in controtendenza rispetto ai risultati della sperimentazione degli ultimi anni, soprattutto in tema di mediazione ed arbitrato.

Con riferimento specifico all’arbitrato, i dati pubblicati recentemente dalla Camera Arbitrale di Milano mostrano come le domande di arbitrato amministrato sono cresciute nel corso del 2020 (alla CAM del 18% rispetto al 2019). Da più parti e insistentemente si chiede che il legislatore prenda atto della richiesta sempre più impellente da parte degli utenti di disporre di mezzi e strumenti efficienti per la gestione delle controversie. Peraltro, giace in Parlamento dal 2017 la proposta della Commissione Alpa sull’ipotesi di riforma organica degli strumenti di degiurisdizionalizzazione (mediazione, negoziazione assistita e arbitrato).

Il CNF, con un documento intitolato “Per un sistema giustizia a servizio della persona” (18 dicembre 2020) ha articolato una serie di proposte per la riorganizzazione del sistema giustizia e la sua razionalizzazione, dando particolare enfasi, tra l’altro, anche agli strumenti di giustizia complementare ed alternativa.

L’arbitrato non può essere considerato soltanto in chiave deflattiva per risolvere i problemi della giustizia ordinaria: al contrario, se opportunamente utilizzato, può costituire un efficace ed affidabile strumento concretamente alternativo alla giurisdizione ordinaria.

In tale ottica l’apporto dei professionisti che praticano l’arbitrato è fondamentale non solo per la diffusione della conoscenza e dell’utilizzo dell’istituto, ma anche per contribuire ad ampliarne normativamente l’ambito di applicabilità.